Little Simz – not so little. La ragazza alla conquista della rap scene.

Little Simz – not so little. La ragazza alla conquista della rap scene.

Welcome to Wonderland Simbi, così recita una voce fuori campo che fa da incipit all’ultimo disco di Simbi Ajikawo, in arte Little Simz.

Stiamo parlando di un’artista, una rapper Londinese, o per essere precisi di Islington, incredibilmente prolifica che, nonostante gli appena 23 anni d’età, può annoverare nella sua discografia già due studio album (A Curios Tales of Trials + Persons e Stillness in Wonderland), quattro mixtapes e sette E.P, nemmeno a dirlo, di qualità esponenzialmente crescente con l’andare del tempo.

Facciamo, però, un passo indietro. Come dicevo Simbi (adoro il suo nome, non me ne vogliate) nasce a Londra nel febbraio ’94 e cresce sviluppando da sempre la sua passione per le arti. In particolare si concentra sulla produzione di musica (ad oggi la definisce come un tipo di rap sperimentale, che non va a conformarsi con il sempre più crescente movimento Grime inglese) e recitazione (due ruoli in due differenti serie TV: Spirit Warriors e Youngers).

La sua carriera musicale inizia nel 2010, quando ad appena 16 anni rilascia il suo primo E.P, STRATOSPHERE, seguito a distanza di meno di un anno da STRATOSPHERE 2. Nonostante la sua precocità, lascia subito ad intendere le sue enormi potenzialità e, soprattutto, il suo disprezzo per come l’industria della musica funziona al giorno d’oggi, dove le labels costringono gli artisti a produrre musica che non li rappresenta col solo scopo di produrre utile da un target che gli artisti non mirano a raggiungere.

Simz ha sempre voluto fare le cose diversamente, a modo suo, ed è per questo che per una delle grandi label, sebbene la coda sia sempre stata lunga,non ha mai firmato. Assieme ai suoi colleghi e amici (fra i vari, Tilla, Josh Arce e Chuck20, oltre al suo producer Osiris the God) fonda AGE: 101 Music, etichetta indipendente che pubblica i suoi album. Little Simz ottiene da subito un grande riscontro del pubblico che si traduce in già due tour mondiali nell’ultimo paio di anni. Oltre al grande riscontro del pubblico, sono proprio i colleghi artisti e rappers a darle maggior credito, sponsorizzandola e promuovendone il lavoro e soprattutto l’attitudine (suo grande fan è Kendrick Lamar, per esempio; fra gli altri, Joey Badass, che in un’intervista l’ha definita con una citazione dal suo album, A.A.B.A, All Amerikkkan Bad-Ass, “I’m not tryna be good, n***a,  I’m tryna be great” – that’s what Simbi does).

Oltre che una grande artista, rapper, musicista e cantante, è riconosciuta come un’ottima performer, che incanta e anima sempre le folle, sempre più numerose ai suoi concerti, anche grazie all’accompagnamento con la chitarra (Fender personalizzata, chapeaux) e le varie collaborazioni che propone (tra cui la migliore amica, bad girl con la voce fatata, Bibi Bourelly).

Tra le collaborazioni d’oltreoceano, possiamo citare, tra gli altri, Mick Jenkins, Isiah Rashad, Kehlani, Estelle, Tinie Tempah e Ms. Dynamite. Chi ha orecchie (o occhi) per intendere, intenda.

Check her out.

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