NIKE AIR MAX DAY 2015 – “AIR MAX ICONS”

Il percorso che ci accompagnerà al Celebration Day di Air Max continua con questa storia che racconta l’evoluzione di Air Max, a partire dalla creazione di Air Max 1 dal genio visionario di Tinker Hatfield, fino ad arrivare ai giorni nostri con l’ultimo modello nato, Air Max 2015.

L’innovazione non è sempre visibile. Ma quando lo è il suo impatto diventa incommensurabile.

-Air Max Icons-

Air Max 1

L’innovazione non è sempre visibile. Ma quando lo è il suo impatto diventa incommensurabile. Nel 1987, Nike presentò Nike Air Max 1, il primo modello a mettere l‘innovazione completamente in mostra. Creato come ammortizzatore, il sistema Nike Air offrì improvvisamente una finestra di opportunità per esprimere se stessi, lo stile – fattore fondamentale – e la pura performance. Nike Air Max 1 nasceva così come scarpa provocatoria e rivoluzionaria. E, dopo la comparsa di questo capolavoro, nulla fu più come prima.

Tinker Hatfield è il lead designer che ha dato vita ad Air Max. A quel tempo, Nike Air non era niente di nuovo. Presentata alla fine del 1978 con le Nike Air Tailwind, la suola ad aria era efficacemente nascosta all’interno della gomma della suola.

Tuttavia, Hatfield, architetto esperto con la passione di chi sa cambiare le regole del  gioco, prese a ispirazione l’architettura anticonformista parigina per realizzare un’apertura nella suola e rivelare così l’esistenza dalla Air-Sole, dando prova della sua presenza con audace visibilità.

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“Mi sono recato a Parigi per visitare la città, ma anche per visitare il Centre Pompidou” – afferma Hatfield. “Si tratta di un edificio a struttura invertita, la cui “pelle” di vetro è posizionata al di sotto. Ritornato in Oregon, ho preso parte alle riunioni con i tecnici che stavano lavorando su queste Air-Sole  di dimensioni più grandi e ho trasmesso loro il mio pensiero: avremmo potuto prendere quella tecnologia e renderla visibile per creare una scarpa senza uguali.”

A quel tempo, fu considerata da molti un’idea bizzarra, ma Tinker e il team hanno continuato per la loro strada. Per distinguerle ulteriormente dalle scarpe da corsa dell’epoca e mettere in risalto il concetto di visibilità, il bordo dell’unità Air nella suola fu accentuato con un colore che in grado di richiamare l’attenzione.

La famiglia Air Max si è evoluta negli ultimi 28 anni con centinaia e centinaia di memorabili makeup, ma ciascun modello deve, in parte, la propria esistenza alla straordinaria Nike Air Max 1.

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Air Max 90

Nike Air Max 90 ha una certa presenza. Anche quando è ferma, la scarpa conserva l’aspetto di un piccolo capolavoro in movimento.

Creata nel 1990, la terzogenita della famiglia Air Max presentava una Air Sole con maggiore volume rispetto ai suoi predecessori. Tuttavia, la sua estetica fluida era la caratteristica che meglio la definiva. Il designer Tinker Hatfield sapeva che questa  silhouette avrebbe colpito il suolo in corsa, perciò la scarpa era stata concepita partendo da questa intuizione. L’angolazione dei pannelli e il color block rappresentavano in realtà il punto di partenza per chi cercava ispirazione per incanalare la pura performance.

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Air Max 90 includeva anche pannelli di plastica scanalati e diverse opzioni di allacciatura per ottenere il fit perfetto. Il colore fu un altro ingrediente fondamentale. La tonalità di rosso brillante della scarpa – che in seguito sarebbe divenuta nota come “infrared”- metteva in evidenza la tecnologia visible air. Quella tonalità, che era difficile non notare, è sinonimo della Air Max 90 tanto quanto lo è la sua forma.

Divenuta popolare sin dal suo esordio, Air Max 90 garantiva che non vi sarebbe stata una “sindrome da sequel” per la gamma Air Max. Con la loro forma, look e colori esse simboleggiavano l’avvio di una nuova decade. Negli anni a venire sarebbe stata aggiornata e remixata, ma sarebbe per sempre rimasta un oggetto del desiderio – e un must.

Air Max 180

Le Nike Air Max 180 nacquero dalla “mente collettiva” di Tinker Hatfield e del designer della Air Force 1 Bruce Kilgore. Le due leggende del design hanno unito le forze per rendere l’unità Max Air visibile sia nella suola esterna che nell’intersuola, mettendo in evidenza l’ammortizzazione a 180 gradi della scarpa. Oltre alla sua estetica completamente nuova, l’unità Max Air era più larga del 50 per cento rispetto ai modelli precedenti.

La tomaia presentava un nuovo rivestimento interno a estensione dinamica in grado di assumere la forma del piede, mentre l’elemento modellato contrapposto nel tallone conferiva sostegno. Le scanalature V-flex sull’avampiede rappresentavano un altra sperimentazione nell’ambito del raggiungimento del movimento naturale.

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La visible air della scarpa era visibile in tutto il mondo. Proprio come l’Air Max 1 aveva raggiunto la notorietà grazie a un celebre spot pubblicitario, così i look creativi di Air Max 180 erano stati supportati da pubblicità realizzate in  collaborazione con leggendari fumettisti, maestri degli effetti speciali e registi cinematografici.

Air Max 93

La forza motrice di Air Max 93 era rappresentata dalla visibilità. Come era possibile stupire un pubblico che era già stato sorpreso tante volte? L’area del tallone era sempre stata il punto focale, perché dunque non portarla al limite? L’ultima creazione di Tinker Hatfield fu costruita sulle scanalature flessibili della Air Max 90 e utilizzava un rivestimento interno in neoprene dynamic fit per dare al piede e alla caviglia un sostegno ancora maggiore.

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Poi ci fu la questione – non certo trascurabile – dei 270 gradi di visible air. L’unità Air-Sole realizzata a soffiaggio ad alta precisione – ispirata ai contenitori di latte in plastica – ha creato standard di ammortizzazione completamente nuovi e sarebbe diventata il fondamento della tecnologia visible air nell’avampiede.

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Air Max 95

La Nike Air Max 95 non era semplicemente una scarpa. Era una vera e propria “voce fuori dal coro”.

Debuttando nel 1995, l’audace silhouette di questo modello è stata la prima a presentare la tecnologia visible Nike Air nell’avampiede. Questo approccio completamente nuovo all’ammortizzazione offriva al runner due air unit per un comfort e un supporto superiori. Letteralmente la pecora nera della famiglia, Air Max 95 fu il primo modello Air Max a presentare un’intersuola nera, un tratto che costituiva un drastico distacco dal design tradizionale delle scarpe da running.

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Questa “esplosione” di air fu la caratteristica che definiva una silhouette ispirata al corpo umano. La struttura dell’intersuola si ispirava alla spina dorsale, fungendo letteralmente da colonna vertebrale del design. Gli occhielli in nylon rappresentavano le costole del corpo umano, mentre i pannelli a strati e il mesh simboleggiavano le fibre muscolari  e la carne.

L’approccio graduale alla tomaia, che iniziava con una base più scura, era studiato perché la scarpa rimanesse pulita anche quando indossata per correre fuoristrada. Un logo appena percettibile e un nuovo stile Air Max erano altre delle caratteristiche di questa nuova silhouette. Inoltre, come con Nike Air Max 1 e Nike Air Max 90, un colore evidente avrebbe messo in risalto la Nike Air-Sole, questa volta dall’interno.

La Air Max 95 ha spalancato la porta principale nel design dando vita ad un movimento globale: da New York City a Londra fino a Tokyo, un’intera generazione voleva indossare il futuro ai propri piedi. Nonostante le varie iterazioni prodotte in seguito, questo modello è ancora in grado di attirare su di sé tutte le attenzioni.

Air Max 97

Quasi fosse stata provocata dalla visibilità dell’avampiede della Air Max 95, la Nike Air Max 97 ha risposto alla sfida presentando la prima unità Max Air a tutta lunghezza. Naturalmente, questo rivoluzionario modello aveva bisogno di una tomaia che stesse al passo con questa audace innovazione. Partendo dall’argento, il design fluido della scarpa trasse ispirazione dai treni ad alta velocità di Tokyo, mentre i profili catarifrangenti conferivano alla Air Max 97 un look amplificato dalla perfetta illuminazione. La scarpa ideale per un’epoca più interessata alla musica, ai film e allo stile, a partire dal quale è diventata un classico del design in grado di definire il proprio tempo.

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Air Max 2003

Una tomaia ridotta al minimo e un approccio massimizzato all’ammortizzazione definiscono al meglio la Air Max 2003. La nuova silhouette ha preso a prestito la stessa unità Air-Sole utilizzata nella Air Max 97, ma nuovi sviluppi nello stampaggio, nella costruzione e nell’ammortizzazione hanno avvicinato il piede al terreno garantendo una maggiore flessibilità. Imboccando un sentiero meno battuto, la Air Max 2003 ha scambiato il colore audace dei modelli Nike Air Max delle stagioni passate con una tonalità che conferiva alla scarpa un’estetica assolutamente nuova.

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Per la tomaia è stato utilizzato un materiale da performance di Teijin simile a quello che veniva impiegato in scarpe chiodate d’élite e nelle scarpe da calcio. Questo conferisce al modello un look leggero e aggressivo allo stesso tempo – oltre che un’ottima sensazione al tatto – rendendola incredibilmente confortevole già appena estratta dalla sua scatola.

Air Max 360

Quasi 20 anni dopo il debutto della Air Max originale, la missione di far camminare chi le indossa sull’aria fu portata a termine con la Air Max 360, per la quale è stata studiata un tipologia completamente nuova di unità Max Air, che offre un miglioramento della stabilità, ammortizzata dall’aria. Gli strati di schiuma che separavano il piede dall’aria sono stati eliminati e, per la prima volta, è stata utilizzata la costruzione a stampaggio termico per raggiungere 360 gradi di ammortizzazione.

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Un tributo alla colorazione originale di Air Max ha messo in evidenza quest’ultima conquista, mentre l’effetto graduato tagliato a laser sulla tomaia ha ripreso il look della Air Max 95. Una gamma di Tier Zero unica e irripetibile ha anche applicato alcune tomaie Air Max iconiche a questa nuova suola. Lungi dall’essere giunti alla fine di questa crociata, le più leggere Air Max ad oggi prodotte hanno segnato il punto di partenza per una nuova ondata di visible air.

Air Max 2015

La Air Max 2015 riflette tanto un processo di re-invenzione quanto di rivoluzione. Questa scarpa performance da corsa presenta una tomaia che sta al passo con il movimento dinamico dell’ammortizzazione flessibile, ultra confortevole di Max Air che ha debuttato nel 2013. Le prime Air Max con una tomaia di maglia traspirante, leggera, completamente tecnica, quasi priva di cuciture lavorano in tandem con la tecnologia Flywire per avvolgere il piede al meglio. Con una corsa felpata ed elastica che fa uso di una costruzione tubolare e di scanalature flessibili per raggiungere gli standard più elevati e all’avanguardia, la transizione, il decollo e l’atterraggio del piede sono migliorati. Anche lo Swoosh rovesciato sovverte la familiarità e sottoscrive una nuova generazione di espressività.

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